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Genius Loci ai Laghetti di Colbricon

di il 01/09/2008 in Parco Naturale con Nessun commento

Nel week-end di fine agosto ca. 150 persone, in rappresentanza di associazioni e comitati nazionali, trentini e bellunesi, si sono radunate sotto l’egida del “Genius Loci” dei Laghetti di Colbricón per significare la loro contrarietà ad un progetto di collegamento funiviario deturpante, illogico e antieconomico, pagato per più di due terzi con soldi pubblici e spacciato come unica soluzione alla crisi del turismo invernale del comprensorio.

Un cavallo con la slóiza, ventitre tende ed una latrina hanno sfidato i divieti della riserva integrale del Parco Paneveggio – Pale di San Martino, che già vede la sua reputazione istituzionale offuscata per effetto del parere favorevole espresso dalla Giunta esecutiva e che, qualora l’impianto dovesse essere realizzato, vedrà messa in discussione la sua stessa ragion d’essere.  Gli organizzatori della manifestazione possono garantire che stati attuati tutti gli accorgimenti per limitare l’impatto degli “occupanti” sull’incantevole scenario che li ha ospitati, usando sensibilità e rispetto verso il luogo.

Dall’incontro tra PrimieroViva, Comitato per la Difesa del Torrente Vanoi e delle Acque Dolci, AlterPan, Officina Ambiente, Dolomiti Toxic Tour, Agenda 21 di Primiero, Cipra Italia, WWF Trentino Alto Adige, Legambiente Trentino, LIPU, Mountain Wilderness Italia, SAT – Società degli Alpinisti Tridentini, Italia Nostra sez. Trentina, Comitato Prà Gras (No Fonderia a Fonzaso – STOP Nocività), Comitato “Acqua BeneComune” della prov. di Belluno, ALTURA – Associazione per la Tutela degli Uccelli Rapaci e dei loro Ambienti, Partito della Rifondazione Comunista del Trentino, Circolo PRC delle Valli di Fiemme e Fassa, Movimento politico AltreMenti di Feltre e cittadini è nata un’alleanza contro la svendita del territorio, gli sprechi, le rapine e le imprese fallimentari… una moltitudine di idee ed esperienze per rispondere alla necessità di una maggiore attenzione per la montagna, il suo ambiente, le sue genti!

L’ipotesi proposta per collegare gli impianti della ski area di San Martino di Castrozza a quella di Passo Rolle prevede di superare il monte Cavallazza con tralicci di enormi dimensioni ed impatto paesaggistico formidabile, a danno di un angolo di paradiso al cospetto delle Dolomiti, sopra la magica foresta di Paneveggio, dove lo sguardo spazia lontano ed il cielo dialoga con la terra attraverso lo specchio dei Laghetti di Colbricón.

I proponenti sostengono che questo sia il prezzo da pagare per il rilancio economico e turistico della stazione di San Martino e della Valle, mentre appare chiaro che si tratta di una soluzione dal respiro corto che accomoda gli interessi di società in affanno, di un sistema turistico finora incapace di Community intelligence, impreparato ad affrontare la transizione verso un turismo più dolce ed ormai disposto a mettere in vendita i suoi organi vitali, a svendere il suo capitale ambientale.

Nel timore che la gente comune, affezionata al suo territorio e fiera di questi luoghi, comprendesse l’entità dello sfregio, i progettisti hanno scientemente omesso di rappresentarlo con adeguata documentazione visuale, mentre gli organi politici locali si sono ben guardati dal favorire una corretta e neutrale presentazione pubblica dei fatti e dei progetti, gestita invece in termini di marketing hype dai proponenti.  Ma ai cittadini andrebbe spiegato che il conto più salato lo pagheranno loro: a fronte di un costo stimato di 20/30 milioni di Euro (pista di rientro inclusa o meno), il Consorzio Impianti a Fune San Martino di Castrozza – Passo Rolle ne mette sul piatto solo due…

Le critiche all’opera sul piano funzionale sono presto identificate e condivise da operatori ed utenti dello sci invernale:  lo scavalco funiviario con partenza a mezza quota risulterà scomodo e lento, non appetibile se fine a se stesso, pressoché inutilizzabile per la stagione estiva.

La soluzione alternativa lungo l’asta del torrente Cismón, in prossimità della strada provinciale e dell’ipotizzata pista di rientro verso San Martino di Castrozza, benché più complessa e costosa nonché esigente un team di progettisti genuinamente openminded, è da ritenersi un’ipotesi valida per le seguenti ragioni:

  • Si configura effettivamente (e non “per finta” come sullo spezzatino della Valbonetta) come strumento di mobilità alternativa al trasporto su gomma, infrastruttura di servizio del sistema turistico, giustificante l’intervento pubblico e politiche tariffarie competitive.
  • Consente il collegamento della ski area di Colverde, altrimenti abbandonata a se stessa e alle sue debolezze derivanti da gestioni dilettantistiche delle amministrazioni comunali.
  • Preserva il sito dei Laghetti di Colbricón, ambiente di rara bellezza e delicatezza (come riconosciuto internazionalmente attraverso la Rete Natura 2000) ed il Parco Naturale Paneveggio ‐ Pale di San Martino dall’umiliazione, paesaggistica e simbolica, di un’altissima cicatrice di acciaio e cemento, a danno della credibilità e del prestigio faticosamente costruiti nei decenni.
  • Dimostra la coerenza delle politiche ambientali della Provincia Autonoma di Trento, che altrimenti da una parte costruisce apparati normativi di grande tutela del territorio (garanzia di qualità che poi vende a piene mani nella promozione turistica), dall’altra riformula e deroga con spavalderia cedendo alla pressione di lobby di piangi merenda di ogni dove.

PrimieroViva e la rete di soggetti che condividono la necessità di percorrere strade diverse dal sacrificio dei “gioielli di famiglia” nell’affrontare la crisi del modello turistico attuale, strade che richiedono piuttosto innovazione tecnologica e investimento sulle risorse umane e culturali, coerenza e autenticità nell’industria dell’ospitalità, si adopereranno in ogni sede – ora presso l’Unione Europea – per fermare lo scempio.

Daniele Gubert [portavoce]

PrimieroViva • www.primieroviva.it

Sull'autore

Sull'autore: Visionario irrequieto, spacciatore di tecnologie, ideatore di sinapsi. Sregolatamente rigoroso, kurioso, creativo eclettico indolente brillante-a-tratti. Indulgente indocile, rompicojoni deluxe, disincantato solo se necessario. Politico da strapazzo perché incapace di menzogna. [1972 - ] .

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