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    Reazioni a caldo… sulla Fusione dei Comuni

    La notte dovrebbe portare consiglio, invece porta travasi di bile mentre scorrono sul soffitto le immagini della mattanza, i sorrisi compiacenti e gli affanni alcolici dei vendicatori, le pontificazioni del fruttivendolo ed i saltelli del pagliaccio minatore …

    Mezza Siror ha finalmente bastonato il suo sindaco, reo di aver mal diviso il mantello [i soldi] di San Martino di Castrozza, accusato di aver svenduto il paese alla piovra di Tonadico, e per ossimorica ironia, sbeffeggiato per aver ceduto alle lusinghe di una regione munifica [sempre soldi].

    Quella mezza Siror, coalizzata intruppata e con-fusa dal “comitato per il no” alla prima fusione di comuni in Trentino, capace di fermare le straripanti maggioranze unioniste di Tonadico, San Martino di Castrozza e [un po’ meno] Sagron-Mis, sorda peggio di chi non vuol sentire a mesi di dibattiti e progetti sul futuro dell’Alto Primiero… quella mezza Siror, allergica all’agorà quanto simbiotica con il bar, incapace alle ultime amministrative di presentare una lista, ma abilissima di manganello e demagogia [ricerca del consenso politico, ottenuto sfruttando le passioni e i pregiudizi delle masse], saprà da sola reggere il peso del proprio delitto, costruire un’alternativa migliore?

    O si disperderà ancora una volta nei fumi dei retrobottega, cadrà sotto il peso dell’impegno e della responsabilità, si dilanierà nella spartizione del bottino, millanterà credito, preparazione e materia grigia, si nasconderà dietro il dito delle colpe altrui?

    Tanta becera forca ha cecato la prospettiva del Comune unico come laboratorio, come aggregazione viva e propositiva per la comunità, dove le regole sarebbero state scritte insieme e dove l’anima, l’identità, sarebbe cresciuta nel confronto e nella cooperazione.  Ha mortificato il lavoro di molti [due terzi?], che hanno saputo remare nella stessa direzione nonostante le differenze, gli errori di percorso, le debolezze dei singoli, contando di arrivare insieme più forti, attrezzati e preparati alle sfide di domani.

    Il Primiero tutto soffre, annaspa da anni perché privo di una regia qualificata e lungimirante, capace di elaborare progetti condivisi e di qualità.  La giunta-consulta dei sindaci fa il bello e il cattivo tempo, ma solo due o tre fanno pioggia e sole mentre gli altri zèfiri, brezze e giri d’aria…

    Intanto otto consigli comunali vengono presi per i fondelli con pappe precotte altrove!!!  Quasi 120 soldatini di piombo, che democrazia è mai questa?

    Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia, ma non quel che trova…

    Grazie, grazie al fronte di liberazione del campanile per averci lasciati tutti in mezzo a quella vecchia; a ricordo di questa notte mi sovviene una melodia: ‘Na sera, ‘na sera de notte, do gobbetti  se davan le botte, do gobbetti se davan le botte, se ste ziti ve digo ‘l perché…

    Daniele Gubert

    Sull'autore

    Sull'autore: Visionario irrequieto, spacciatore di tecnologie, ideatore di sinapsi. Sregolatamente rigoroso, kurioso, creativo eclettico indolente brillante-a-tratti. Indulgente indocile, rompicojoni deluxe, disincantato solo se necessario. Politico da strapazzo perché incapace di menzogna. [1972 - ] .

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