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Sui buchi verdi

di il 07/01/2006 in Ambiente, Parco Naturale con Nessun commento

La risposta del Presidente della Giunta Provinciale all’interrogazione n. 962 del Gruppo Consiliare di Forza Italia riguardante la realizzazione di un campo da golf a 9 buche in Val Canali a Primiero deve essere stata fornita entro il 5 gennaio, ma purtroppo non ne conosciamo il contenuto non mostrandosi aggiornato in tal senso il sito web del Consiglio.

Non riusciamo però a trattenerci dal rispondere personalmente sull’argomento, visto il suo ritorno di attualità con la proposta della Federazione Italiana Golf di realizzare 5 nuovi campi in Trentino [su ovvio input delle amministrazioni e degli operatori economici locali] entro il 2010, tra cui compare anche quello progettato alle porte [o meglio contro le porte] del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Malossini & C., dimostrando beata ignoranza sia del territorio [per loro ci vorrebbero “45 minuti di auto” per raggiungere la Val Canali da Fiera di Primiero], sia del progetto specifico, invitano la Giunta a “condividere che quest’opera infrastrutturale è compatibile con una virtuosa utilizzazione di quel territorio ambientale e costituisce un coerente valore aggiunto per la valorizzazione dell’offerta turistica del Primiero che rappresenta una parte significativa del Trentino delle vocazioni”.

L’istruttoria per la V.I.A., come tutti sanno quassù, si è svolta tra il 2003 ed il 2004, ha raccolto i pareri di ben 17 tra servizi provinciali ed enti, quelli di un’assemblea pubblica richiesta dalla minoranza consiliare di Tonadico, nonché le osservazioni scritte della SAT, del WWF, dell’Unione Contadini e del gruppo PrimieroViva… e si è conclusa con un inequivocabile parere tecnico NEGATIVO di compatibilità ambientale del progetto, mai ufficializzato per il furbesco ritiro in extremis di quest’ultimo da parte dei proponenti [c’è dunque una talpa all’APPA?]

Interessante in relazione alle certezze forziste il parere sintetico del Servizio Turismo: “configurandosi come un’opera a valenza locale e a supporto al più di golfisti provenienti dal vicino Veneto non si ritiene esistano i presupposti per valutare con interesse l’iniziativa, dal punto di vista turistico con valenze provinciali…”

Mario, Flavio, Nerio, Mauro, Walter… che l’avete occupata a fare, con i soldoni dei gruppi, una prestigiosa sede in centro a Fiera di Primiero, se poi ci venite solo a raccogliere, senza opportune verifiche, le lagne di chi ha clamorosamente sbagliato i conti con l’ambiente [e gli altri costi]?
Si vocifera che anche Lorenzo [e il suo fido Marco, maestro del gioco delle tre carte, che su questo argomento nemmeno in punto di morte dirà come la pensa veramente] abbia fatto promesse difficilmente mantenibili alla “banda del buco” [o “della buca”] locale… ma allora il campo da golf ammazzaparko è di centrodestra o di centrosinistra?

L’unico a volerlo ancora, oltre a quegli elettori-albergatori così contesi dai big provinciali, è rimasto il sindaco di Transacqua, che dall’angolo in cui si è infilato lo rilancia nel suo “Progetto per Primiero”: nota bene, senza specificare il luogo e la data, covando il segreto desiderio di “soffiarlo” a Tonadico.  Ma allora il campo da golf inutile costoso piovoso dannoso velenoso è di maggioranza o di minoranza?

Meno male che è arrivato SuperTiziano, che all’assemblea dell’ApT locale ha parlato di Vanoi, Val Canali e Valle del Mis come di opportunità per il turismo “soffice” di domani.

Per fortuna che si è accorto anche lui che per soddisfare il legittimo sfizio dello 0,14% della popolazione italiana [ancora piccola come lobby, ancora piccolo come mercato, anche se il grano non gli manca] ficcare una coltivazione a macchia di leopardo di  Bentgrass su torba e sabbia [200.000 euro a macchia] in ogni valle è un po’ esagerato.

E benvenuta sia l’ironia della sorte [o dell’ing. Gabrielli, consulente FIG] che considera i campi da golf come “coltivazioni alternative”… l’unica coltivazione al mondo il cui prodotto si butta integralmente in discarica.

Il piccolo campo dei prati Welsperg, che incorporerebbe un biotopo e ne lambirebbe un altro [prezioso per la ricomparsa del gambero d’acqua dolce], si mangerebbe 18 ettari pianeggianti [gli unici!] della bassa Val Canali, ospitando al massimo 40 persone contemporaneamente (una partita dura due ore).  Una fitta alberatura dovrebbe proteggere il sentiero “da Tonadico al Cimerlo”, spesse e alte reti l’accesso al centro visitatori [10.000 l’anno] di Villa Welsperg casa del Parco.  Sotto il prato verrebbero stesi diversi chilometri di tubatura per l’irrigazione, che mungerebbe dall’acquedotto comunale. Viste le peculiarità climatiche della valle, l’apertura sarebbe limitata alla stagione estiva e poco più.

Okay, è proprietà privata di origine feudale.  Ma se ognuno fa quello che vuole a casa propria, perché serve un PRG comunale, un piano di Parco, l’acqua del sindaco, la Valutazione di Impatto Ambientale della provincia, il rispetto delle direttive europee in materia di biodiversità, 2 milioni di euro della collettività, e la gestione economica affidata ad un una non meglio precisata società sportiva no-profit esterna?
E così tanti amici nelle fila del consiglio provinciale?

Ragazzi, bisogna saper perdere.  Ammettere che si possono avere idee affascinanti ma intrinsecamente sbagliate; vedere dove i contro sono molti più dei pro.  Mettiamoci a discutere del futuro della Valle, tutta. Del Trentino, tutto. Non del piccolo quid che ci rimettete se non tenete botta sulla strada del non ritorno.

Buon anno sostenibile a tutti, :DTM. aka Daniele Gubert

Sull'autore

Sull'autore: Visionario irrequieto, spacciatore di tecnologie, ideatore di sinapsi. Sregolatamente rigoroso, kurioso, creativo eclettico indolente brillante-a-tratti. Indulgente indocile, rompicojoni deluxe, disincantato solo se necessario. Politico da strapazzo perché incapace di menzogna. [1972 - ] .

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