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Le Comunità ed i partiti di Trento

di il 20/08/2010 in Comunità, Politica con Nessun commento

Assistiamo turbati alle manovre di irregimentamento restauratore che il cosiddetto centrosinistra autonomista sta compiendo nelle valli del Trentino, dove la masnada del Principe, orfana da maggio di schiere di sindaci schierati, mira ad accaparrarsi il controllo del territorio conquistando almeno i palazzi delle Comunità.

Le espressioni civiche e trasversali di gruppi o movimenti locali diventano tutto ad un tratto nemiche del potere costituito: la politica provinciale vuole assolutamente dividere ciò che la vicinanza, la “comunanza” ed il buon senso hanno unito nelle nuove amministrazioni.  Per tornare ad imperare.

I partiti vogliono imporre i loro schemi obsoleti fatti di contrapposizioni ataviche, nemici immaginari, grandi sistemi di valori ormai contraddetti e sminuiti da prassi degenerate; ai consiglieri provinciali periferici il compito di  distribuire oppio ai popoli delle montagne per assuefarli all’ineludibilità di una convergenza servile con il governo ed il governatore.

Il centrodestra trentino pare accettare e proporre lo stesso gioco, almeno dove può, almeno dove pensa di poter tirare su la testa e assestare qualche sberlotta.

Eppure c’è nell’aria un sentimento di rifiuto di queste logiche, di mala sopportazione nei confronti di discipline e gerarchie di partiti senza più iscritti, senza più autorevolezza, avvitati sulla gestione del potere per il potere.

Nelle valli c’è un sacco di gente che ama la propria terra, che la vuole vedere fiorire e prosperare conservandone l’integrità e valorizzandone l’identità, che la vuole vivere e governare in autonomia.  Che chiede il superamento delle invidie e dei veti municipali in nome di una programmazione condivisa e coerente per la propria comunità territoriale, che attende dalla Provincia strumenti e risorse per esercitare un proprio ruolo di responsabilità.

Mi spiega l’ass. Gilmozzi come inoculando la dissociazione tra seguaci di questo o quel bollino colorato confezionato a Trento si dovrebbe fare il bene di ogni singola e libera Comunità di valle?  Perché una riforma istituzionale che si è voluta “a geometria variabile” dovrebbe condurre ad un monoschematismo politico / partitocratico?

Ragazzi, se ne avete il fegato fate le liste civiche anche nelle Comunità:  ad unire siano le idee innovative, i progetti di futuro, le solidarietà e le visioni glocali, non le kommissioni elettorali del menga.

Il voto pro o contro Berlusconi, pro o contro Dellai è tutto un altro paio di maniche.

 

Daniele Gubert
Consigliere comunale indipendente di Tonadico

Sull'autore

Sull'autore: Visionario irrequieto, spacciatore di tecnologie, ideatore di sinapsi. Sregolatamente rigoroso, kurioso, creativo eclettico indolente brillante-a-tratti. Indulgente indocile, rompicojoni deluxe, disincantato solo se necessario. Politico da strapazzo perché incapace di menzogna. [1972 - ] .

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